C’è una domanda che mi torna in mente ogni volta che sto per premere “Start”: tu lo fai davvero? Quell’abitudine apparentemente banale con la lavastoviglie che, se la prendi sul serio, cambia i consumi di casa senza farti rinunciare a piatti puliti e brillanti.
L’abitudine che fa la differenza: avvio solo a pieno carico
La regola d’oro è semplice e un po’ controintuitiva per chi va di fretta: accendi solo quando è a pieno carico. Non “piena a forza”, non incastrando tutto come in un puzzle impossibile, ma davvero piena in modo intelligente.
Perché funziona? Perché un ciclo consuma quasi la stessa acqua e quasi la stessa energia sia con poche stoviglie sia con tante. Quindi, se fai partire mezzo carico, stai pagando due volte, in bolletta e in impatto ambientale.
Se hai paura degli odori, ci arriviamo tra poco. Spoiler: c’è un modo pratico per evitarli senza sprecare acqua.
Residui sì, risciacquo no: come comportarsi davvero
Qui nasce il dubbio che divide tutti, e lo capisco benissimo: “Devo sciacquare prima o no?”. La risposta più utile, nella vita reale, è questa:
- Rimuovi i residui solidi, sempre. Basta raschiare con una posata, un tovagliolo o un pezzetto di carta.
- Evita il risciacquo sotto l’acqua corrente nella maggior parte dei casi, perché è lo spreco più comune e spesso inutile con le macchine moderne.
- Fai un’eccezione solo se hai residui molto appiccicosi o maleodoranti e devi lasciare tutto dentro molte ore. Anche lì, meglio un passaggio minimo e mirato, non un “prelavaggio” completo.
In pratica, l’abitudine giusta è fidarsi della macchina, ma darle una mano con il gesto più rapido: togliere il grosso, punto.
Come caricare bene, senza sabotare il lavaggio
Ti è mai capitato di aprire a fine ciclo e trovare una tazza ancora sporca, come se non fosse mai entrata in contatto con l’acqua? Quasi sempre non è colpa del detersivo, è colpa di come abbiamo caricato.
Ecco una piccola guida che mi ha salvato più volte:
- Nel cestello inferiore: piatti grandi e pentole, in verticale, lasciando passare i getti.
- Nel cestello superiore: tazze e bicchieri distanziati, con l’apertura verso il basso.
- Niente sovrapposizioni: se un oggetto “copre” l’altro, stai creando una zona d’ombra.
- Controllo veloce: i bracci irroratori devono girare liberi, senza urtare mestoli o teglie.
Un trucco semplice: dopo aver caricato, prova a far ruotare a mano il braccio inferiore. Se si blocca, stai per perdere pulizia e magari anche tempo, perché dovrai rilavare.
Programmi: il risparmio non è solo l’ECO
Il programma ECO è spesso il migliore per consumi, anche se dura di più. Sembra strano, ma ha senso: lavare più a lungo con meno temperatura può ridurre energia e acqua.
Per scegliere senza impazzire, ragiona così:
- ECO o 50-60°C per il quotidiano, piatti e bicchieri.
- Programma automatico, se la macchina ha i sensori, quando il carico è “misto” e non vuoi pensare.
- Ciclo intenso ad alta temperatura ogni tanto, per igienizzare e aiutare a pulire i circuiti interni, soprattutto se fai spesso ECO.
Il punto non è usare sempre il ciclo più forte, ma alternare con criterio per avere efficienza e risultati costanti.
Manutenzione: piccole abitudini, grande durata
Qui si gioca la partita della durata dell’elettrodomestico. Bastano pochi gesti regolari:
- Filtro: una pulizia a settimana, soprattutto se lavi molto.
- Bracci irroratori: controllali ogni tanto, i fori possono ostruirsi.
- Sale: reintegra quando serve, spesso ogni due settimane a seconda dell’acqua.
- Un ciclo decalcificante circa ogni sei mesi, utile contro calcare e odori.
Quando la macchina è pulita dentro, lavora meglio e ti evita quel classico “odore di umido” che ti fa venire voglia di risciacquare tutto a mano.
La soluzione al dilemma: pieno carico senza ansia
Se vuoi davvero adottare l’abitudine che tutti dovrebbero avere, e cioè partire solo a pieno carico, ecco la strategia più concreta: carica con ordine, rimuovi i residui solidi, usa eventualmente la funzione di risciacquo rapido solo se prevista e solo quando serve, poi aspetta di riempirla bene.
Alla fine il segreto non è un prodotto miracoloso, è un comportamento. E sì, quando inizi a farci caso, diventa quasi automatico, come chiudere la porta di casa. E la prossima volta che stai per premere “Start” a mezzo carico, la domanda tornerà: tu lo fai?




