C’è un momento, davanti al banco delle verdure, in cui ti cade l’occhio su quei tuberi un po’ “storti” e ti chiedi se vale la pena portarli a casa. Ecco, il topinambur è proprio così: sembra timido, quasi scomodo, ma appena capisci come trattarlo diventa una piccola ossessione, soprattutto se cerchi un piatto gustoso, semplice e diverso dalle solite patate.
Perché il topinambur conquista al primo assaggio
Il suo sapore è delicato, con una nota dolce e leggermente “nocciolata”, spesso paragonata al carciofo. La magia, però, arriva con la cottura giusta: fuori può diventare dorato e croccante, dentro resta cremoso. E in più è un ingrediente perfetto per gratin, contorni, antipasti da condividere.
Se vuoi orientarti meglio, il nome scientifico e la storia del tubero sono legati a topinambur, ma qui veniamo alla parte più interessante: come farlo venire davvero buono.
Il trucco prima di tutto: pulizia senza stress
Il topinambur ossida facilmente, quindi appena lo tagli tende a scurirsi. Non è un problema di sicurezza, ma cambia l’aspetto.
- Lavalo bene (la buccia è sottile e piena di “pieghe”).
- Se lo sbucci, fallo con pazienza e un coltellino.
- Metti le fettine in acqua fredda con limone mentre prepari il resto.
Sembra un dettaglio, ma fa la differenza quando porti in tavola un gratin bello chiaro e invitante.
La ricetta che te lo fa amare: topinambur al forno gratinato (4 porzioni)
Questo è il modo più “furbo” per cucinarlo: lo unisci alle patate (che rassicurano), ci metti cipolla ed erbe (che profumano) e una besciamella vegetale veloce (che lega tutto).
Ingredienti
- 500 g di topinambur
- 500 g di patate
- 1 cipolla rossa grande
- 250 ml di brodo vegetale
- 150 ml di latte intero
- 15 g di amido di mais
- rosmarino e/o timo, sale, pepe
- parmigiano e burro (opzionali)
Metodo
- Lava, sbuccia e affetta sottilmente patate e topinambur. Trita la cipolla.
- Ungi una pirofila. Fai uno strato di patate, aggiungi un po’ di cipolla, erbe, sale e pepe. Continua alternando patate e topinambur fino a finire.
- In un pentolino mescola brodo, latte e amido di mais. Porta a bollore mescolando finché addensa. Regola di sale e pepe, poi versa sulle verdure.
- Completa con pepe, erbe, parmigiano e fiocchetti di burro (se li usi). Inforna a 180-200°C per 40-50 minuti, finché la superficie è ben gratinata.
Risultato: un piatto che profuma di casa, con quella crosticina che ti fa tornare a “rubare” un cucchiaio anche quando è ancora bollente.
Varianti rapide (quando hai poca voglia ma vuoi sapore)
Se una sera ti serve una soluzione più sprint, il topinambur si presta benissimo anche così:
- Trifolato in padella: cubetti, olio, aglio e prezzemolo, un goccio d’acqua e cottura dolce 20 minuti, poi fiamma alta per dorare.
- Forno rapido: cubetti con olio, sale ed erbe, 200°C per circa 20 minuti, mescolando a metà.
- Con crema di latte: cipolla in padella, topinambur a cubetti, sale, pepe e crema di latte, 10 minuti coperto.
Come servirlo per fare colpo (senza complicarti)
- Come contorno con secondi semplici (uova, pollo, legumi).
- Come antipasto: taglia il gratin a quadrotti, servi tiepido.
- Come piatto unico: aggiungi una manciata di formaggio o una spolverata di frutta secca.
Il punto è questo: non serve essere chef. Ti basta una teglia, qualche fetta sottile e la voglia di scoprire che, davvero, non esistono solo le patate.


