C’è un tipo di partita che, appena inizia, ti fa controllare l’orologio due volte e poi ti arrendi: “Ok, stanotte si veglia”. Djokovic contro van de Zandschulp agli Australian Open 2026 è esattamente quel genere di appuntamento, perché non è solo un ottavo di finale, è un test di nervi, memoria e dettaglio.
Quando e dove si gioca (e perché l’orario confonde)
Il match si disputa sulla Rod Laver Arena di Melbourne, il palcoscenico dove Novak Djokovic ha costruito una parte enorme della sua leggenda.
Secondo le informazioni di programmazione, la partita è iniziata alle 01:00 ora australiana orientale (AEDT) di sabato 24 gennaio 2026. La conversione in UTC può generare differenze a seconda dell’aggiornamento dell’ora legale e delle fonti, quindi il modo più pratico per orientarsi è questo:
- Orario locale Melbourne: 01:00 AEDT
- In Italia: in genere il match cade nel tardo pomeriggio o nella serata del giorno precedente (ma conviene verificare sul palinsesto live)
- Stato: dalle segnalazioni live, la partita risulta in corso, con Djokovic avanti e un momento di frustrazione in un game di possibile doppio break, in cui avrebbe rischiato di sfiorare una raccattapalle
Qui la cosa interessante non è solo l’ora, è il contesto: il ritmo di Melbourne, il rimbalzo, la pressione da “notte fonda”, tutto amplifica ogni micro episodio.
Come seguirla in diretta, senza impazzire
Se vuoi restare agganciato punto su punto, oggi la scelta è più ampia rispetto al passato. In base al tuo paese e agli abbonamenti disponibili, puoi trovare:
- Diretta TV e streaming su piattaforme sportive con diritti sul torneo
- Live score sui siti ufficiali e portali di risultati
- Watchalong e commenti in streaming su canali social e video, dove però l’esperienza è più “da compagnia” che da telecronaca tecnica
Il consiglio pratico? Tieni un live score aperto anche se guardi il video, perché in partite così i momenti chiave arrivano all’improvviso.
Precedenti: la ferita di Indian Wells e la voglia di riscriverla
Ecco il punto che rende questo ottavo diverso da un classico “big contro outsider”. L’ultimo incrocio diretto, a Indian Wells, lo ha vinto Botic van de Zandschulp, entrato da lucky loser e capace di scappare via nel terzo set con sorprendente lucidità.
| Voce | Cosa conta davvero oggi |
|---|---|
| Ultimo precedente | vantaggio psicologico per l’olandese, perché “si può fare” |
| Djokovic a Melbourne | 10 titoli agli Australian Open, qui è casa sua |
| Van de Zandschulp | profilo da giant-slayer, con scalpi pesanti negli ultimi anni |
Nel tennis la memoria pesa, e questa è una di quelle rivalità che, pur non essendo “storica”, ha già un capitolo che brucia.
Forma attuale: favorito contro “disturbatore seriale”
Djokovic arriva da numero 4 ATP, 38 anni, con l’aria di chi conosce ogni angolo della Rod Laver. Il suo gioco qui si accende: risposta profonda, gestione dei momenti e quell’abilità di trasformare un set in una lunga trappola.
Van de Zandschulp, 30 anni e numero 75, è invece l’underdog credibile: ha raggiunto gli ottavi perdendo solo un set, mostrando solidità contro Nakashima e Shang Juncheng. Soprattutto, sembra arrivare con una offseason stabile e un inizio stagione che gli ha rimesso fiducia addosso.
Le chiavi tattiche per l’olandese (e perché non sono teoria)
Se Botic vuole farla davvero “sporca”, le strade sono abbastanza chiare, e sono tutte rischiose:
- Prime potenti per accorciare lo scambio prima che Djokovic prenda il controllo
- Seconde lavorate e piazzate, evitando la comfort zone della risposta di Novak
- Drop shot usato con coraggio, non come colpo disperato, per spezzare ritmo e profondità
- Attaccare con criterio sul rovescio, ma senza regalare il campo sul lungolinea
Dall’altra parte, Djokovic cercherà di fare la cosa più semplice e più spietata: allungare i game, aumentare la pressione sui turni di servizio dell’olandese e trasformare ogni 30 pari in un interrogatorio.
Cosa aspettarsi adesso
Se la partita è davvero live come indicano gli aggiornamenti, la sensazione è questa: Djokovic conduce, ma non sta passeggiando. E quando Novak “sente” un match, a volte si vede proprio dai dettagli, anche dalla frustrazione. L’olandese, invece, deve restare dentro al punteggio senza inseguire il colpo perfetto.
La promessa per chi sta guardando è chiara e, sì, soddisfa il mistero: non è solo questione di sapere dove vederla o a che ora, è capire se van de Zandschulp riuscirà a ripetere l’impresa di Indian Wells, oppure se Melbourne tornerà a ricordare a tutti perché Djokovic qui sembra sempre avere una marcia in più.



