Presentazione Ferrari SF-26: innovazioni, svelamento, sfide e il ruolo di Loic Serra nel 2026

C’è un tipo di silenzio che si sente solo nelle mattine importanti, quando il circuito di Fiorano sembra trattenere il fiato. Oggi quel silenzio dura poco: alle 11:30 arriva lo svelamento della Ferrari SF-26, e subito dopo, senza troppi rituali, la macchina va in pista. È un segnale chiarissimo: qui non si celebra, qui si verifica.

Perché questa vettura è diversa dalle altre

La SF-26 non è “solo” la nuova monoposto di stagione. È la prima Ferrari progettata da zero attorno al regolamento tecnico 2026, nata internamente come progetto 678. E quando cambia il regolamento così in profondità, cambiano anche le priorità: non si lavora più per rifinire un concetto esistente, si ricomincia a scegliere cosa sacrificare e cosa proteggere.

In altre parole, è una macchina che racconta una decisione, o meglio, una serie di decisioni prese molto prima che la carrozzeria si vedesse.

Le innovazioni tecniche che contano davvero

Nel 2026 la parola chiave è rivoluzione. E non è un modo di dire, perché i cambiamenti toccano motore, aerodinamica, peso e perfino il “modo” in cui la vettura si attacca all’asfalto.

Ecco i punti principali, quelli che possono spostare davvero l’ago della bilancia:

  • Power Unit ripensata: la parte elettrica diventa molto più centrale, con una componente elettrica tripla rispetto al passato e l’uso di carburanti sostenibili.
  • Aerodinamica attiva: spariscono i canali Venturi sul fondo, e arrivano ali con funzioni attive. È un cambio di filosofia, perché non si cerca più lo stesso tipo di carico “gratis” dal sottoscocca.
  • Riduzione del peso: regole pensate per auto più leggere, quindi più reattive, ma anche più delicate da bilanciare.
  • Eliminazione dell’effetto suolo: meno “risucchio” dal fondo, più dipendenza da gestione aerodinamica complessiva e dal lavoro meccanico.
  • Estetica rinnovata: verniciatura lucida, un rosso meno scuro del recente passato e dettagli bianchi, un richiamo visivo netto, quasi a dire “nuovo ciclo”.

Per capirlo con un’immagine semplice: se prima la macchina era come un magnete vicino al pavimento, ora diventa più simile a un aquilone che devi tenere stabile con finezza, soprattutto quando l’aria cambia.

L’elemento chiave, qui, è l’aerodinamica: non come parola da ingegneri, ma come “aria che decide” se sei veloce o vulnerabile.

Cosa cambia in pista, per davvero

Quando si toglie l’effetto suolo e si introduce l’aerodinamica attiva, non cambia solo la velocità di punta. Cambia la sensazione.

In modo molto pratico, ci si può aspettare:

  1. Frenate più “vive”, perché una vettura più leggera e con carico diverso richiede più sensibilità in ingresso curva.
  2. Uscite più strategiche, con la parte elettrica che diventa un capitolo enorme della prestazione sul giro.
  3. Assetti più critici, perché l’equilibrio tra stabilità e agilità si gioca su finestre più strette.

Una tabella per fissare le idee:

Cosa cambiaPerché conta
Più elettrico nella PUGestione energia più determinante sul passo gara
Ali attiveBilanciamento che può variare tra rettilineo e curva
Meno effetto suoloMaggiore dipendenza da set up e comportamento meccanico
Peso ridottoReattività aumentata, ma margini di errore più piccoli

La scaletta di oggi: niente show, subito lavoro

La presentazione non è un evento pubblico tradizionale. Il punto è arrivare al dunque.

  • Ore 11:00: diretta su Sky Sport F1, Sky Sport Uno e Sky Sport 24.
  • Ore 11:30: svelamento ufficiale a Fiorano.
  • Subito dopo: shakedown funzionale, con Charles Leclerc e Lewis Hamilton al volante, pochi giri per controllare che tutto “respiri” come deve.
  • Dal 26 al 30 gennaio: test prestagionali a Barcellona, la prima vera lente di ingrandimento sul progetto.

Lo shakedown, va detto, non è una sentenza. È più un controllo cardiaco: se il battito è regolare, allora puoi iniziare ad allenarti sul serio.

E Loïc Serra? Il ruolo delle persone nei progetti nuovi

Sulla specifica responsabilità di Loïc Serra nel progetto 2026 non ci sono dettagli verificabili nelle informazioni disponibili. Però vale la pena chiarire una cosa: nei cambi regolamentari, il “ruolo” spesso non è una casella sulla carta, è l’impronta quotidiana sul metodo.

Se Serra è coinvolto in quest’era SF-26, l’impatto più credibile sarebbe su aspetti trasversali, quelli che fanno la differenza quando non esiste ancora uno storico: correlazione tra dati e pista, definizione delle priorità di sviluppo, disciplina nel capire se un miglioramento è reale o solo un’illusione da simulatore.

E oggi, a Fiorano, la SF-26 inizia proprio da lì: dal momento in cui la teoria smette di essere teoria, e diventa rumore, vibrazione, risposta. In poche parole, verità.

Redazione Intesa News

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