Ti è mai capitato di guardare il lavello pieno e pensare: “Ok, oggi vado di candeggina e risolvo tutto”? È un’idea che torna ciclicamente, soprattutto quando si parla di igiene, virus, bambini piccoli in casa o semplicemente quando vuoi quella sensazione di “pulito assoluto”. Ma qui arriva la verità, senza giri di parole: lavare i piatti con la candeggina in modo abituale non va bene.
Candeggina: disinfettante potente, ma non “sapone”
La candeggina (in pratica una soluzione a base di ipoclorito) nasce come disinfettante, non come detergente. Questo significa una cosa molto concreta: non è fatta per sciogliere grasso e sporco alimentare, ma per abbattere microrganismi su superfici già pulite.
Il problema è che, usandola “al posto del detersivo”, rischi di:
- non rimuovere davvero residui e grassi (perché non è il suo lavoro),
- lasciare tracce chimiche se la diluizione o il risciacquo non sono impeccabili.
E la differenza tra “impeccabile” e “frettoloso” in cucina, lo sappiamo, a volte è questione di due minuti.
Gli effetti “positivi”: quando può avere senso
Sì, un vantaggio c’è: la candeggina ha proprietà disinfettanti molto efficaci contro batteri e altri patogeni. In situazioni particolari, ad esempio durante un’emergenza sanitaria, dopo un episodio di gastroenterite in famiglia, o quando vuoi fare una disinfezione profonda e mirata, può essere uno strumento utile.
In questi casi si parla di disinfezione, non di lavaggio quotidiano. Un po’ come usare un estintore: ottimo quando serve, assurdo come routine.
Gli effetti “negativi”: perché l’abitudine è un rischio
Qui si entra nella parte che spesso viene sottovalutata.
Rischi per la salute
Usata male o troppo spesso, la candeggina può causare:
- irritazioni di pelle e mucose,
- rischio di ingestione accidentale di residui clorurati se il risciacquo è insufficiente,
- disturbi come vomito e diarrea in caso di esposizione o contaminazione,
- possibili reazioni allergiche o sensibilizzazioni.
E c’è un errore che non va mai fatto: non va miscelata con ammoniaca o altri detergenti, perché possono generarsi vapori e reazioni chimiche pericolose. Se ti interessa capire meglio perché certe miscele diventano tossiche, il tema è proprio quello della clorazione, cioè l’uso del cloro e dei suoi derivati in ambito igienico.
Corrosione e danni ai materiali
La candeggina è anche corrosiva. Tradotto: può rovinare superfici e oggetti.
- Acciaio e metalli possono ossidarsi e fare ruggine se non risciacquati bene.
- Alcune finiture e plastiche possono opacizzarsi nel tempo.
Insomma, magari oggi sembra tutto “più bianco”, ma tra qualche settimana potresti notare l’effetto contrario.
Come usarla (solo se serve davvero): procedura sicura
Se vuoi usarla sporadicamente per disinfettare dopo il lavaggio, queste sono le precauzioni più sensate:
Regola d’oro
Prima si lava con acqua calda e sapone, poi eventualmente si disinfetta. Mai il contrario.
Diluizione e tempi
- Prepara acqua fredda in una bacinella.
- Diluizione: un cucchiaino (o un cucchiaio) di candeggina per 1 litro d’acqua (attenersi sempre anche all’etichetta del prodotto).
- Immergi le stoviglie già lavate per 2 minuti.
- Risciacqua abbondantemente con acqua fredda.
- Fai asciugare all’aria, senza strofinacci “dubbi”.
Protezioni indispensabili
- Guanti sempre.
- Ambiente ben arieggiato.
- Niente bambini o animali vicino durante l’uso.
E in lavastoviglie? Attenzione
Qui la tentazione è forte, perché “tanto ci pensa lei”. Ma nei modelli domestici l’uso abituale può danneggiare componenti e guarnizioni nel lungo periodo. In ambito professionale può essere gestita con protocolli e dosaggi specifici, ma a casa è meglio evitare, salvo indicazioni precise e situazioni eccezionali.
La scelta migliore per tutti i giorni
Per la routine quotidiana la soluzione più sicura resta semplice:
- acqua calda,
- detersivo per piatti,
- spugne pulite e sostituite spesso.
La candeggina, invece, tienila come strumento “da emergenza”: utile, sì, ma solo quando c’è una ragione concreta e con rigore. In cucina, la vera igiene non è l’eccesso, è la costanza fatta bene.




